notifica al domicilio è nulla

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Quando, come e perché una notifica al domicilio è nulla

Notifica al domicilio è nulla se l’atto è consegnato a persona che si comporta come familiare
Quando un cittadino riceve la notifica di un atto giudiziario per interposta persona ovvero attraverso un individuo che lascia credere di essere un componente della famiglia può ottenere l’invalidità dell’accertamento stesso dimostrando che a ricevere il plico non era un familiare né un affine.

È fondamentale sapere che la notifica di un atto giudiziario o di un accertamento fiscale deve:

  • essere presentata presso il domicilio del destinatario e consegnata a mani di quest’ultimo;
  • nel caso in cui questi sia assente il plico può essere consegnato nelle mani di una persona di famiglia o addetta alla casa e maggiore di 14 anni.

La legge chiarisce e definisce chi si può ritenere quale ‘persona di famiglia’ ovvero:

  • appartenente al nucleo familiare;
  • parenti o affini, quindi non solo coloro che rientrano allo stretto nucleo familiare legati da vincoli affettivi o di comunanza di vita stabili – ovvero non del tutto momentanei o occasionali con il destinatario

Quest’ultima indicazione è fondamentale perché chiarisce il fatto che si deve essere in una situazione di convivenza stabile e quindi nel caso in cui un consanguineo ma non convivente ritiri il plico stesso la notifica al domicilio è nulla.

La Cassazione è andata oltre specificando che la notifica al domicilio è nulla quando il plico viene consegnato a persona che si comporta solo apparentemente come un familiare, ma che in realtà non lo è. È stato così accolto il ricorso di un contribuente che si era visto notificare a casa un accertamento fiscale, consegnato dal postino a un uomo qualificatosi come suocero ma che in realtà non lo era.

La decisione si contrappone a un’interpretazione che sembrava ormai consolidata secondo la quale era sufficiente per il fisco la consegna del plico presso la residenza del contribuente a innescare un valido procedimento.

Sul punto, la Cassazione ha più volte affermato che, in caso di notifica al domicilio del destinatario, la qualità di persona di famiglia (o di addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda) di chi ha ricevuto l’atto si presume dalle dichiarazioni recepite dall’ufficiale giudiziario nella relata di notifica. Ma se il destinatario dell’atto intende contestare tale circostanza, dando prova che non sussiste il rapporto di parentela e di convivenza stabile, ben potrebbe farlo, e in questo modo potrebbe rendere la notifica al proprio domicilio nulla.

Ovviamente non si può presumere che sia sufficiente far ritirare la posta da un ‘estraneo’ per venir meno al dovere di ottemperare ad una notifica di Equitalia, un precetto di un atto giudiziario, di una multa o anche solo di un sollecito di pagamento.
Ben troppo semplice sarebbe questo escamotage per rendere nullo la notifica.

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