equitalia_non_si_puo_pignorare_la_prima_casa

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L’impignorabilità dell’immobile dove si vive
Giù le mani dalla prima casa! Questo deve essere ben chiaro sia per le agenzie di riscossione fiscale che per tutti quegli organi preposti dal Governo a pignorare beni mobili e immobili dei contribuenti che non riescono a pagare ed onorare i propri debiti con l’erario.

La prima casa, come ha dichiarato la Cassazione è sacra e come tale intoccabile.

Non si può far finta di nulla perché la sentenza n. 1014, della Suprema corte datata 12 settembre 2014, è chiara e stabilisce in maniera insindacabile come sia fatto di divieto assoluto in termini di legge pignorare la prima casa da parte di Equitalia o chi per essa.

Già il Governo Letta nel 2013 aveva preso questa strada ma il passo ulteriore che ha fatto la terza sezione civile della Corte di Cassazione è rendere valida la disposizione contenuta nel ‘Decreto del Fare’ anche per i procedimenti in corso.

Questa novità inserita nel decreto poneva la questione se la norma non fosse da adottare in maniera reatroattiva automaticamente richiamando su di essa l’attenzione e ponendo di rimbalzo la domanda alle istituzioni.

Su tale dubbio si era espresso il Mef che, in audizione alla Camera durante un question time, aveva dichiarato che la norma non si doveva considerare valida per le notifiche antecedenti al 21 giugno 2013, rendendo così legittime le espropriazioni precedenti all’entrata in vigore del provvedimento.

La sentenza definitiva della Cassazione ha però chiarito una volta per tutte la questione: ovvero ha determinato l’estensione della copertura anche per gli atti esecutivi in corso di realizzazione contro le abitazioni principali di cittadini in debito con il fisco.

L’articolo 76 è quindi stato modificato dall’art. 52 del ‘Decreto del Fare’ che in merito alle espropriazioni recita quanto segue: “l’agente della riscossione: a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso, (…) è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente”.

Questo principio non deve essere interpretato come mera indicazione di impignorabilità ma come un vero e proprio ‘freno’ ai procedimenti di esproprio da parte dell’agenzia di riscossione che sia Equitalia o altro. In questo modo si vede chiarito anche il principio di reatroattività della norma.

Si determina, quindi, in maniera assoluta e definitiva che gli atti che intendono reclamare la casa al contribuente in difficoltà col fisco, “l’azione esecutiva non può più proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata, su ordine del giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’agente di riscossione”.

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