decreto ingiuntivo europeo

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Tutto sul decreto ingiuntivo europeo

Ambito di applicabilità della normativa

Il Regolamento CE n. 1896/2006, entrato in vigore nel dicembre 2008, ha introdotto delle norme processuali europee che sveltiscono le controversie in materia di crediti, riducendone inoltre i costi.

Il decreto ingiuntivo europeo è applicabile in tutti gli stati membri ad eccezione della Danimarca e non si sostituisce alle procedure previste all’interno dei singoli stati, ma rappresenta un’integrazione agli strumenti processuali già a disposizione dei cittadini.
Nel caso di controversie transfrontaliere il creditore può quindi scegliere se avvalersi del decreto ingiuntivo europeo oppure degli strumenti giuridici della propria nazione.

Condizioni necessarie per ricorrere all’ingiunzione europea

Per attivare la procedure di decreto ingiuntivo europeo è necessario che almeno una delle parti abbia domicilio o residenza in uno stato membro differente da quello del giudice competente secondo le norme comunitarie, inoltre la somma di denaro deve essere liquida ed esigibile.

La domanda va presentata tramite la compilazione di un modulo apposito in cui vengono indicati tutti gli elementi utili relativi alla controversia e al suo carattere transfrontaliero.

In base all’art.7 del regolamento, il ricorrente deve descrivere le circostanze invocate come base del credito e deve inoltre descrivere le prove a sostegno della sua domanda fornendo in coscienza e fede informazioni veritiere.
Ciò a differenza della procedura italiana che in base agli artt. 633 e ss. c.p.c. richiede la produzione di prove scritte a comprova dell’esistenza del credito.

Rigetto della domanda

In caso di rigetto della domanda il creditore viene informato del motivo ostativo specifico alla base della decisione del giudice (es. controversia non trasfrontaliera, credito non liquido o non esigibile, credito non pecuniario, credito manifestamente infondato, giudizio vertente su materia esclusa, incompetenza giurisdizionale, domanda incompleta o errata oppure domanda non completata o non rettificata entro il termine fissato dal giudice).

Non è possibile impugnare la decisione del giudice, ma è possibile riproporre di nuovo la domanda scegliendo tra la procedura europea o nazionale.

Accoglimento della domanda

Se risultano soddisfatte tutte le condizioni necessarie per il decreto ingiuntivo europeo, il giudice accoglie la domanda ed emette l’ingiunzione di pagamento entro 30 giorni dalla richiesta.
L’atto acquista forza esecutiva se non viene presentata opposizione.

Il debitore può quindi muoversi in due modi:

  • pagare il creditore e risolve la questione;
  • decidere di presentare opposizione all’ingiunzione europea

Opposizione all’ingiunzione europea

Nel caso in cui il debitore decida di opporsi all’ingiunzione il procedimento viene portato avanti dai giudici competenti dello stato membro di origine in base alle norme di procedura civile ordinaria.
L’opposizione consente al debitore di contestare il debito e deve essere depositata dinanzi al giudice che l’ha emessa entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione.

Se invece non viene presentata opposizione l’ingiunzione europea di pagamento acquista efficacia esecutiva all’interno degli stati membri (ad esclusione della Danimarca).

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