come funziona il recupero crediti

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Quali sono i mezzi da utilizzare e come funziona il recupero crediti

Può capitare che un’azienda, un’attività o un operatore economico si debbano confrontare con clienti che non saldano i pagamenti ed incontrino difficoltà a recuperare quanto loro dovuto.

Vediamo come funziona il recupero crediti: E’ possibile agire per vie legali per ottenere, a patto che sia possibile presentare una documentazione idonea a comprovare l’esistenza di somme non riscosse come un assegno scoperto, una cambiale non onorata, fatture non saldate.

Nei casi in cui non è possibile riscuotere da soli il proprio credito è necessario rivolgersi a un professionista o ad un’agenzia specializzata in come funziona il recupero crediti.
Il pagamento della somma dovuta si ottiene attraverso delle azioni che possono essere raggruppate in due fasi: quella stragiudiziale e quella giudiziale.

Fase stragiudiziale

Per capire come funziona il recupero crediti bisogna iniziare dalla fase stragiudiziale. In questa fase si cerca di trovare un punto di incontro con il debitore.
Il primo passo nell’azione di recupero crediti è quindi l’invio al debitore di una lettera con un sollecito di pagamento da effettuare entro una scadenza ben precisa che in genere è fissata entro 10 giorni dal ricevimento della missiva.

Se la diffida di pagamento non ottiene alcun riscontro il debitore viene contattato telefonicamente e viene sollecitato verbalmente ad onorare il suo debito.

Se anche quest’azione non produce il risultato atteso l’agente incaricato della riscossione si recherà personalmente presso il moroso per valutare insieme a lui i motivi alla base del mancato pagamento e in caso di buona volontà del debitore o accertatene le difficoltà economiche, potrà proporgli di saldare quanto dovuto in base ad un piano di rateizzazione.

L’ultimo tentativo bonario di questa fase è la messa in mora, cioè una comunicazione scritta inviata al debitore tramite raccomandata in cui gli si intima di pagare quanto dovuto più una cifra a titolo di interessi e sanzioni entro un termine prefissato trascorso il quale si passerà alla fase giudiziale.

La fase giudiziale

Per poter ottenere l’esecuzione forzata del pagamento è necessario avviare un procedimento giudiziale.
Si tratta di una serie di interventi finalizzati a fornire al creditore un titolo esecutivo per avviare un recupero crediti coatto rivalendosi sul patrimonio del moroso.

Il ricorso per ingiunzione è un procedimento abbastanza breve per ottenere il titolo esecutivo, ma si può attuare soltanto se il credito:

  • è certo, cioè comprovato da documentazione;
  • è definito a quanto ammonta;
  • non è vincolato, quindi può essere esigibile.

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento emesso dal giudice e notificato al debitore.
Questo provvedimento può diventare esecutivo consentendo al creditore di agire coattivamente senza avviare un’azione giudiziaria ordinaria.
Il recupero crediti viene quindi effettuato dall’ufficiale giudiziario che effettua il pignoramento dei beni di proprietà del debitore per un importo pari al debito da saldare.

Se tutte le procedure indicate non sono esperibili è necessario ricorrere ad un procedimento ordinario in cui verrà accertata l’esistenza e la consistenza del debito e la conseguente condanna del debitore all’adempimento.

Se si sospetta che il debitore possa nascondere beni di sua proprietà al fine di evitarne il pignoramento prima di avviare l’azione legale si può ricorrere al sequestro conservativo: un procedimento preventivo finalizzato a vincolare i beni del moroso.

E’ sconsigliato ricorrere alla fase giudiziale se effettuando gli accertamenti patrimoniali si riscontra che il debitore non possiede capitale sufficiente per saldare quanto dovuto: il rischio è che le spese leali gravino sul creditore.

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