Legge 68/99

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In che modo la Legge 68/99 favorisce l’inserimento lavorativo dei disabili

La Legge 68/99 regolamenta il collocamento obbligatorio per alcune categorie di invalidi.

Tramite questa norma il legislatore ha voluto puntare sull’inserimento e sull’integrazione delle persone disabili garantendo anche a loro il diritto al lavoro tramite servizi di sostegno e di collocamento.

Soggetti interessati dalla Legge 68/99

La Legge 68/99 si applica a quattro categorie di persone disabili:

  1. ai disabili intellettivi la cui riduzione della capacità lavorativa è superiore al 45% e alle persone affette da minorazioni fisiche, sensoriali o psichiche che sono in età lavorativa;
  2. agli invalidi del lavoro la cui percentuale di invalidità accertata dall’Inail è superiore al 33%;
  3. alle persone sorde o non vedenti;
  4. agli invalidi di guerra, agli invalidi civili di guerra e agli invalidi per servizio.

I datori di lavoro, sia pubblici che privati, devono garantire la conservazione del posto di lavoro a quelle persone che pur non essendo disabili al momento dell’assunzione, hanno acquisito disabilità a causa di un infortunio sul lavoro o a causa di una malattia professionale.

Il collocamento mirato

Per collocamento mirato si intende quella serie di strumenti che consente di valutare in modo adeguato le persone disabili nelle loro capacità lavorative per inserirle nel posto di lavoro adatto.

Ciò avviene attraverso l’analisi dei posti di lavoro e delle forme di sostegno, azioni positive e soluzione dei problemi legati agli ambienti, agli strumenti o alle relazioni interpersonali nei posti di lavoro.

In accordo con i servizi sociali, sanitari ed educativi, gli uffici competenti provvedono all’attuazione e alla verifica degli interventi finalizzati all’inserimento dei soggetti nei luoghi di lavoro.
L’assunzione dei lavoratori avviene:

  • per chiamata nominativa, quando cioè il datore di lavoro può individuare la persona da inserire;
  • per chiamata numerica in base alle liste dei Centri per l’impiego, le persone da assumere sono quindi inviate alle aziende in base a graduatorie precostituite.

L’obbligo di assunzione

I datori di lavoro, sia pubblici che privati, devono assumere lavoratori disabili in una quota pari al 7% del totale dei lavoratori occupati se nell’azienda sono impiegate più di 50 persone.

Se i dipendenti sono in un numero che va da 36 a 50 unità, due di loro devono essere lavoratori disabili, se il numero dei dipendenti è compreso tra le 15 e le 35 unità basta assumere un solo lavoratore disabile e l’obbligo scatta solo con le nuove assunzioni.

Per adempiere a tale obbligo i datori di lavoro possono fare richiesta di avviamento presso gli uffici di collocamento o attraverso la stipula di convenzioni.

I fondi regionali

In base alla Legge 68/99 è’ istituito presso le Regioni un fondo per l’occupazione dei disabili per finanziare programmi regionali di inserimento lavorativo.

Sono destinati a questo fondo gli importi delle sanzioni amministrative previste dalla Legge 68/99, i contributi versati dai datori di lavoro e i contributi versati da fondazioni ed enti privati.

Le sanzioni previste dalla Legge 68/99

Le sanzioni amministrative previste dalla normativa sono disposte dalle direzioni provinciali del lavoro e gli introiti vengono destinati al fondo regionale.
Destinatari sono le imprese private, ma anche gli enti pubblici che non adempiono agli obblighi di assunzione dei lavoratori disabili.

Dalla data in cui scatta l’obbligo di assunzione il datore di lavoro ha sessanta giorni di tempo per mettersi in regola, se ciò non avviene, per cause a lui imputabili, dovrà versare al fondo regionale una somma a titolo di sanzione amministrativa.
L’importo di tale somma sarà determinato in base al numero dei giorni e al numero dei lavoratori per i quali l’obbligo di assunzione non è stato rispettato.

La relazione del Ministro del Lavoro

Ogni due anni, entro il 30 di giugno, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali è tenuto a presentare al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione della Legge 68/99.
Questa relazione biennale si basa sui dati che le Regioni inviano annualmente al Ministro entro la fine del mese di marzo.

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