Assistenza invalidi civili

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Quali sono le forme di assistenza agli invalidi civili previste dalla legge

Assistenza invalidi civili: cosa dice la legge

La legge prevede forme di assistenza per i soggetti che a causa delle loro minorazioni fisiche o mentali non sono in grado di lavorare o di essere autonomi.

Sono considerati invalidi civili i cittadini che a causa delle loro minorazioni hanno subito una riduzione permanente della capacità lavorativa che non sia inferiore a un terzo oppure, nel caso siano minori di 18 anni, abbiano difficoltà a svolgere le attività tipiche della loro età.

Sono altresì considerati invalidi civili, ai fini dell’assistenza socio sanitaria e per l’indennità di accompagnamento, i soggetti maggiori di sessantacinque anni che manifestano difficoltà persistenti a svolgere le funzioni tipiche della loro età.

Assistenza invalidi civili: i permessi retribuiti

La Legge n.104 del 5 febbraio 1992, è il riferimento normativo per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
Il testo della Legge ha subito successive modifiche in base alla Legge n.53 dell’8 marzo 2000 e al Decreto Legislativo n.151 del 26 marzo 2001.

La Legge 104 dispone che i lavoratori possono usufruire di permessi e periodi di congedo straordinario retribuiti per sé stessi o per i loro familiari ai quali è stata riconosciuta una disabilità grave.

Possono richiedere i permessi retribuiti:

  • i lavoratori dipendenti a cui è stata riconosciuta una disabilità grave;
  • i genitori naturali, adottivi o affidatari del soggetto a cui è stata riconosciuta una disabilità grave;
  • il coniuge della persona alla quale è stata riconosciuta una disabilità grave;
  • i parenti o affini entro il secondo grado del soggetto riconosciuto gravemente disabile, oppure i parenti o affini di terzo grado nei casi in cui i genitori o il coniuge del disabile non siano più in vita, siano affetti da patologie invalidanti o abbiano superato i 65 anni.

Per l’assistenza invalidi civili sono quindi concessi:

  • ai lavoratori disabili 1 o 2 ore di riposo giornaliero oppure 3 giorni di permesso al mese frazionabili in ore;
  • ai genitori di bambini minori di 3 anni in situazione di grave disabilità 3 giorni di permesso mensile frazionabili in ore, 1 o 2 ore di riposo giornaliero, oppure il prolungamento del periodo di congedo parentale;
  • ai genitori che hanno figli fra i 3 e gli 8 anni in situazione di disabilità grave, 3 giorni di permesso mensile frazionabili in ore oppure il prolungamento del periodo di congedo parentale.

L’indennizzo dei permessi è calcolato in base alla retribuzione effettivamente corrisposta al richiedente.
Il periodo di congedo parentale richiesto fino agli 8 anni di vita del bambino è pagato al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.

Assistenza invalidi civili: l’assegno mensile

La Legge n.118 del 30 marzo 1971 ha istituito l’assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili ai quali era stata accertata una riduzione della capacità lavorativa pari a due terzi, cioè a 67%.
Ma il successivo Decreto Legislativo n.509 del 23 novembre 1988 ha elevato questa percentuale di invalidità al 74%.

Inoltre per ricevere l’assegno:

  • l’età dell’invalido deve essere compresa tra 18 e 65 anni;
  • vengono fissati dei limiti di reddito personale annuo per riconoscere l’effettivo bisogno economico della persona (per l’anno 2015 non si dovevano superare i 4.805,19 euro);
  • il soggetto richiedente deve essere cittadino italiano o UE residente in Italia, oppure essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE (di lungo periodo);
  • non si deve svolgere attività lavorativa oppure si può svolgere un’attività lavorativa i cui introiti superano i limiti di reddito stabiliti per ricevere l’assegno.

Nel 2015 l’importo mensile dell’assegno, erogato per 13 mensilità, è stato stabilito in 279,75 euro.

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